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Qui sotto potete trovare un’intervista con Athina Tsagkaraki, una sceneggiatrice e poetessa greca. Nata nel 1991, ha capito fin da giovane che la scrittura era la sua passione e l’ha perseguita. Ha studiato Cinematografia e si è specializzata nell’area della sceneggiatura.

Quando si è interessata alla poesia?

Fin da piccola, amavo esprimermi attraverso la scrittura. Ero l’unica bambina della scuola elementare che scriveva cinque pagine di saggio. Poi sono diventata la ragazza del liceo che scriveva poesie e queste circolavano nella scuola. È così che è iniziato tutto.

Da dove prende l’ispirazione?

Non è tanto una questione di ispirazione per me, quanto di decompressione. Molte volte c’è un sentimento dentro di me che non può essere espresso. Si gonfia come un’onda, cercando la via d’uscita. Questi sono i momenti in cui tutto questo diventa parole. Si potrebbe dire che l’ispirazione viene da dentro di me.

Come si sente quando scrive poesie?

Quando finisco di scrivere mi sento leggera. Come ho appena descritto, questa procedura funziona per me in maniera terapeutica. Sembra che l’energia negativa venga trasformata in parole. Così, dopo aver scritto, il mare è calmo.

Che consiglio darebbe a coloro che vogliono dedicarsi alla poesia?

Non so se sia facile, nei tempi in cui viviamo, poter vivere esclusivamente come poeta. Sarebbe un pensiero molto romantico. Quello che consiglierei ad ogni persona è di dedicarsi a ciò che ama e che la rende felice, senza un secondo pensiero. Non c’è una seconda vita, dopo tutto.

Pensa che attraverso la poesia si possa favorire l’integrazione delle culture?

Credo che la poesia, come ogni tipo di arte, porti evoluzione alla cultura, anche alla società stessa e questo è qualcosa di cui ogni artista deve tener conto.

Come possiamo allenarci per essere dei poeta migliori?

La pratica aiuta sicuramente molto. Ha funzionato molto per me cercare costantemente di decostruire il mio pensiero. Anche i seminari sono molto utili. Non so se la poesia può essere insegnata, ma so per certo che si può migliorare.

Può darci qualche esempio di come si può usare la poesia nei laboratori con i giovani?

Attraverso la poesia si possono esprimere molti sentimenti. Quindi suggerirei ai giovani che partecipano a un workshop di trovare i loro sentimenti più profondi e cercare di esprimerli attraverso la scrittura di versi, senza aver paura di quello che sarà il risultato. Il processo sarà molto catartico e potrebbero anche trovare un nuovo modo di esprimersi.